Atto d’amore per gli irriverenti

Questo e’ un atto d’amore dedicato agli insolenti della seriosita’.

E’ per loro, nostri padri inconsapevoli, quelli che ci hanno regalato il sorriso, l’ironia, la risata sguaiata verso ogni forma di potere, verso ogni status symbol, ogni intoccabile sacro principio.

A quelli sconosciuti persi nelle bettole di ogni paese che hanno ricondotto a livello del terreno fangoso, con la freddura di un attimo, la secolare vita di altezzose maesta’.

A chi ci ha tramandato le storielle, i giochi di parole, le battute oscene nate tra i fumi alcolici di irriverente allegria.

A quelli sbracati, senza freni, che nel loro momento sublime, con una folgore blasfema, hanno illuminato gli astanti sulle oscure sorti di imperatori, papi e re.

A chi si e’ fatto beffa dei titoli nobiliari.

A chi ci ha insegnato che le mostrine son cacca di piccione.

Agli scemi del villaggio. Ai buffoni. Agli impenitenti dello scherzo sul sagrato.

A quelli che con la loro favella sciolta riescono a far scoccare l’onnipresente frasario indignato, uguale ad ogni latitudine: “va bene scherzare su tutto, ma questo poi no eh”.

A chi ci ha ricordato che la gloria e’ passeggera.

Al giullare che di fronte al sovrano, orgoglioso del suo imponente palazzo, ha risposto: “Bello! Chissa’ quante macerie fara’ quando crollera’”

A chi ha sùbito lo scempio di una vita solitaria per aver voluto ridere ai funerali.

A chi e’ stato incarcerato, internato, bruciato, bastonato, marchiato, isolato per aver regalato la poesia di una smoderata risata; risata che ha nella mandibola dolorante la prova della sua elegìa.

A loro che hanno troppo amore per l’umanita’, per non volerle aprire gli occhi sul ridicolo in cui affonda.

A quelli che non sentono valori intoccabili e hanno spernacchiato ogni tipo di ideale, compresi i nostri. Perche’ un’ideale che non regge le bordate di una risata, non e’ un’ideale da prendere sul serio.

Ai michail bulgakov, perseguitati da segretari di partito con il cuore di un cane.

Agli oskar panizza, morti internati per aver osato ridere del paradiso.

Agli artaud di paese, creduti pazzi per troppo sarcasmo.

Tutti loro, morti di stento o altro, noi ringraziamo per averci donato la pala che sotterrerà i loro persecutori.

Grazie

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