Delle rese e delle vittorie

Eccoli che sfilano gli sconfitti.

Eccoli a testa bassa, chini su se stessi i grami, i cultori del pensiero debole.

I fuoricasta, i perditempo, i filosofi del dubbio, i senzapatria della verità.

Eccoli che si schierano a resa gli inadatti, gli ombrosi con la testa nelle nuvole, i reietti di un altro mondo improbabile. Eccoli dimessi trascinare i piedi in strade desolate, senza un posto al sole del palinsesto, senza una parte in cui stare, senza un accenno di gloria all’orizzonte.

Guardateli in faccia quelli della parte sbagliata, quelli sempre e comunque contro, quelli che non hanno fatto il conto con i tempi, i relativi del dissenso, i disperati amanti della minoranza.

Guardateli negli occhi. Guardate questi lumini, minuscole stelle di una notte sempre più buia, sparire a coppie.

E quando anche le ultime due fiammelle se ne saranno andate, vigliacche, ci lasceranno la vastità della notte nera come regno.

Allora potremo ben dire di non esser più solo maggioranza, in questo mondo nostro, ma totalità indivisibile ed eterna.

Nei secoli dei secoli.

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